La firma in calce del capitano fino al centenario. Nello Parisi ha pochi dubbi a riguardo: non è ancora tempo di appendere le scarpette al chiodo, specie in vista dell'anniversario ormai alle porte. «Vorrei concludere la mia carriera calcistica, fra due anni, con la fascia di capitano del Cosenza al braccio».
Parla la storia per l'uomo che rappresenta il calcio bruzio meglio di ogni altro. In tre periodi diversi della vita recente rossoblù, Parisi ci ha sempre messo la faccia. Anche quando c'è stato da inchiodare con le spalle al muro l'attuale sodalizio, reo di non aver mantenuto le promesse e onorato i contratti. Dalla conferenza stampa-bomba sono trascorsi mesi. Dopo le recriminazioni di capitano e compagni il Cosenza ha sfiorato l'impresa insperata. Eppure, le problematiche restano. «La società ha garantito per bocca del presidente Guarascio che, entro pochi giorni, si sarebbe messa in regola», conferma Parisi. Se ciò non dovesse accadere, venerdì pomeriggio la squadra denuncerà nuovamente le mancanze della società. «Speriamo che non ce ne sia bisogno», prosegue il capitano silano, «anche perché vorremmo continuare a parlare di calcio giocato».
Domenica il Cosenza ospiterà il Palazzolo. I due precedenti stagionali (doppio 1-1) hanno messo in evidenza le capacità di una squadra ostica come quella siciliana. «Una compagine di categoria», afferma Parisi, «difficile da battere. Lotteremo con tutte le nostre forze, anche perché per aspirare a un eventuale ripescaggio dovremo andare più avanti possibile nei playoff. Il fattore campo aiuterà. Sarò in campo contro il Palazzolo? Mi alleno bene da due giorni e sono a disposizione».
Inevitabile uno sguardo al campionato terminato domenica scorsa. «Al rammarico per aver mancato il bersaglio grosso si contrappone la consapevolezza di essere partiti in notevole ritardo. Nonostante tutto ci siamo ritrovati a lottare punto a punto con l'Hinterreggio. I due tecnici hanno svolto un buon lavoro. Non sono d'accordo con chi afferma che con Patania si è perso del tempo. La squadra è stata rinforzata nella seconda parte della stagione e i risultati si sono visti». Difficile concentrarsi esclusivamente sul calcio giocato quando c'è in ballo il futuro del club. Molto dipende dalle intenzioni di Guarascio e soci (sabato avrebbero dovuto ricapitalizzare, ma ufficialmente non è stato compiuto nessun passo in questa direzione), dato che il ds Stefano Fiore ha già manifestato le sue. «Credo che la società si sia fatta influenzare dai pareri esterni di gente che non aveva voce in capitolo, invece di affidarsi totalmente a chi conosce il calcio da vent'anni. Basti pensare che senza Fiore molti dei grandi giocatori di cui dispone oggi il Cosenza non si sarebbero neanche seduti al tavolo delle trattative. Il ds ci ha messo la faccia».
Solo se Guarascio si sbarazzasse degli attuali soci se ne potrebbe parlare. «Di sicuro», continua Parisi, «so che Fiore e il suo gruppo hanno le idee chiarissime sul futuro. Si cercherà di mutuare il modello Udinese». (La Gazzetta del Sud)
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