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venerdì 13 novembre 2009

LUPI PERFETTI. ED E' SOLO L'INIZIO...

Show al San Vito di Cosenza, dove la truppa di Mimmo Toscano domina dall'inizio alla fine e, sciorinando un gran calcio e una grande organizzazione difensiva, batte nettamente (checchè ne dica il risultato) il Pescara di Cuccureddu, arrivato da capolista e ripartito da terzo in classifica. Ma andiamo a capire quali siano state le mosse che hanno consentito ai Lupi di sovrastare tatticamente i biancoazzurri: Toscano (in tribuna per squalifica, al suo posto in panchina il vice Michele Napoli), manda in campo i migliori 11 a disposizione, quindi con la solita difesa a 3, rischiosa se si pensa a gente come Bonanni dall'altra parte che sulla fascia è imprendibile; ma oltre a far abbassare i due esterni di centrocampo, il tecnico locale chiede sacrificio anche alle due ali del tridente, Caccavallo e Danti, che risalendo fino alla trequarti non permettono al Pescara di sfruttare al meglio le sue armi migliori.Così, a parte capitan Olivi, quasi nessuno si salva fra gli ospiti, a partire dalla coppia d'attacco Sansovini-Ganci, sostituita in tandem da Zizzari-Artistico. Ecco che così il Cosenza, partendo aggressivo sin dalle prime battute, si impossessa del pallino del gioco, grazie ad un'altra mossa vincente di Toscano, ovvero spostare il suo gioiello più prezioso, Stefano Fiore, in mezzo al campo, in cabina di regia, leggermente più avanzato rispetto all'altro mediano, Ciccio De Rose, che così torna a fare il mastino a tutti gli effetti lasciando il compito di inventare a chi ne sa più di lui. Davanti forfeit di Scotto, il giovane talento di proprietà del Genoa, che molto bene aveva fatto fin qui con 3 reti realizzate, ma sicuramente non può farlo rimpiangere chi, come Domenico Danti, il posto da titolare lo ha sempre avuto e che ormai se l'è riconquistato, visto che la sua pecca in campo era la freddezza sotto porta, ma se dopo 8 minuti trafigge il portiere ospite su inserimento perfetto in area di rigore, allora non ci sono più dubbi; Dantinho sta esplodendo, e la dirigenza calabrese spera di non vedersi recapitare offerte irrinunciabili per il giovane gioiello di San Giovanni in Fiore.Il Cosenza è spietato, non lascia un metro di campo agli avversari, e nonostante Cuccureddu chieda ai suoi di salire, sono ancora i rossoblù a sfiorare il raddoppio con Biancolino, che esattamente come una settimana fa a Cava dè Tirreni, ma stavolta di testa, non chiude i conti e su cross di Bernardi spedisce di un nulla sul fondo. Nella ripresa il Pescara ci prova in tutti i modi ma lì dietro capitan Porchia e gli ottimi Musca e Di Bari non lasciano nessun varco scoperto. La palla del raddoppio capita sui piedi di Caccavallo, che ad un quarto d'ora dal termine, invece di concludere a rete con portiere già a terra, decide di saltare anche l'estremo difensore avversario, trascinandosi la palla sul fondo per il disappunto della Curva Bergamini.E allora, a mettere la parola fine sul match ci pensa il professore, che per tutto l'incontro ha illuminato un San Vito cupo per il maltempo: Virga appena entrato, con grande verve salta un uomo sulla destra e mette al centro per l'accorrente Fiore, che ha tutto il tempo per mirare e dalla lunetta dell'area la piazza lì dove Pinna non può arrivare. San Vito in delirio e il numero 10 rossoblù che preferisce la dedica della marcatura alla zia invece della corsa sotto la Sud per festeggiare il suo secondo goal consecutivo, il primo in casa. Solo al 96' il Pescara trova la rete con Olivi, quando già era partita la festa sugli spalti, per un Cosenza che si porta quinto in classifica, in piena zona play-off, a meno 2 dal Portogruaro quarto, e con davanti Pescara, Ternana e Verona.In coabitazione con i Lupi ci sono Ravenna e Taranto (seppur con una differenza reti peggiore del Cosenza), e adesso continua il ciclo terribile dei rossoblù, iniziato proprio domenica, e che vedrà gli uomini di Toscano fronteggiare tutte le prime della classe e le dirette concorrenti per i play-off. Infatti, domenica è tempo di Rimini, cascato in casa del Foggia, ma voglioso di riconquistare la quinta piazza, e poi in successione Ternana in casa, Ravenna fuori, Portogruaro in casa e Taranto fuori, per poi arrivare all'ultimo match prima della sosta natalizia, ovvero quello con la Spal, che coincide con la prima di ritorno.Obbligatoria per il Cosenza è la continuità, perchè solo così una squadra partita senza i favori del pronostico può costringere le altre corazzate alla resa, proprio come ha fatto il Pescara, visto che al San Vito sono stati i Lupi a giocare da Capolista!
FONTE: Goal.com

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